Calcola la rivalutazione monetaria ISTAT di una somma

Scegli la somma e i due mesi: il calcolo usa l'indice ISTAT FOI senza tabacchi e i coefficienti di raccordo tra le basi. Indici aggiornati a settembre 2026.

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Somma rivalutata

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Che cos’è la rivalutazione monetaria

Con il tempo i prezzi salgono e la stessa somma compra meno cose. La rivalutazione monetaria porta una somma di un mese passato al valore di un mese più recente, con l’aumento dei prezzi misurato dall’ISTAT.

L’indice da usare è il FOI senza tabacchi: l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi. È l’indice che l’ISTAT pubblica ogni mese nella Gazzetta Ufficiale (art. 81 della legge 392/1978) per adeguare i valori monetari: canoni di affitto, assegni di mantenimento, risarcimenti, crediti di lavoro. L’ISTAT pubblica l’indice di un mese verso la metà del mese dopo: l’indice di settembre 2026 (104,3) è uscito il 16 ottobre 2026.

Come si calcola il coefficiente di rivalutazione

Coefficiente = indice del mese finale ÷ indice del mese iniziale × coefficienti di raccordo

Somma rivalutata = somma × coefficiente

Coefficienti di raccordo tra le basi

BaseUsata perCoefficiente di raccordo con la base precedente
2025 = 100dal 20261,214
2015 = 1002016 – 20251,071
2010 = 1002011 – 20151,373
1995 = 1001996 – 20101,141
1992 = 1001993 – 19951,189
1989 = 1001990 – 19921,242
1985 = 1001986 – 19891,907
1980 = 1001981 – 19851,862
1976 = 1001977 – 19801,996
1970 = 1001971 – 19761,116
1966 = 1001967 – 19701,274
1961 = 1001947 – 1966–

Il coefficiente di raccordo è l’indice medio del nuovo anno base nella base vecchia, diviso 100. Per esempio, l’indice medio del 2025 in base 2015 è 121,4: il raccordo è 1,214.

Esempio: da gennaio 2009 a gennaio 2026

È l’esempio della nota ISTAT sui coefficienti di raccordo. L’indice di gennaio 2009 è 134,2 (base 1995), quello di gennaio 2026 è 100,4 (base 2025). Nel mezzo ci sono tre cambi di base.

100,4 ÷ 134,2 × 1,373 × 1,071 × 1,214 = 1,336

1.000 € di gennaio 2009 valgono 1.336,00 € di gennaio 2026: la variazione è del +33,6%. Con l’indice di settembre 2026 (104,3) il coefficiente sale a 1,387: 10.000 € di gennaio 2009 diventano 13.870,00 €.

Esempio con una somma in lire

100.000 lire di gennaio 1991 (indice 110,0, base 1989) portate a gennaio 2026:

100,4 ÷ 110,0 × 1,189 × 1,141 × 1,373 × 1,071 × 1,214 × 1,0009 = 2,212

100.000 lire × 2,212 = 221.200 lire, che divise per 1.936,27 fanno 114,24 €. Per le somme di prima del 2002 il calcolatore chiede se l’importo è in lire e dà il risultato in euro.

Quanto vale oggi una somma del passato

Coefficienti per portare una somma di gennaio dell’anno indicato a settembre 2026.

Somma di gennaioCoefficiente1.000 € diventano
197022,76522.765,00 €
19806,4606.460,00 €
19902,4472.447,00 €
20001,6851.685,00 €
20101,3691.369,00 €
20151,2731.273,00 €
20201,2331.233,00 €
20221,1761.176,00 €
20251,0471.047,00 €

Per le somme in lire il coefficiente si applica all’importo in lire, poi si divide per 1.936,27.

Rivalutazione e interessi legali (Cassazione 1712/1995)

Nei debiti di valore, come il risarcimento di un danno, la somma si rivaluta fino al giorno della liquidazione. Al danneggiato possono spettare anche gli interessi legali per il ritardo. Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 1712 del 17 febbraio 1995, hanno detto come si calcolano: gli interessi non si calcolano sulla somma già tutta rivalutata, ma sulla somma rivalutata anno per anno.

Il calcolatore fa così:

Esempio con gli interessi

Danno di 10.000 € del 15 marzo 2022, calcolo al 20 ottobre 2026 (indice di marzo 2022: 109,9).

PeriodoSomma rivalutataGiorniTasso legaleInteressi
16/03/2022 – 31/12/202210.760,00 €2911,25%107,23 €
01/01/2023 – 31/12/202310.820,00 €3655%541,00 €
01/01/2024 – 31/12/202410.940,00 €3662,5%274,25 €
01/01/2025 – 31/12/202511.060,00 €3652%221,20 €
01/01/2026 – 20/10/202611.520,00 €2931,6%147,96 €
Totale interessi1.291,64 €

Somma rivalutata a settembre 2026 (l’ultimo indice): 11.520,00 €. Con gli interessi il totale è 12.811,64 €. Se gli interessi si calcolassero sempre su 11.520 €, il totale sarebbe più alto: è proprio l’errore che la Cassazione ha escluso.

Un esempio semplice, da una dispensa universitaria sulla sentenza: 100 € che si rivalutano a 105, 110, 115, 120 e 125 € in cinque anni, con interessi all'1%. Sulla somma finale gli interessi sarebbero 1,25 × 5 = 6,25 €. Sulla somma anno per anno sono 1,05 + 1,10 + 1,15 + 1,20 + 1,25 = 5,75 €.

Gli interessi su un debito di valore hanno funzione di risarcimento del ritardo: il giudice li riconosce se il danneggiato dimostra di avere avuto un danno dal pagamento tardivo. Il calcolo serve per avere un’idea dell’importo.

Crediti di lavoro

Per i crediti di lavoro dei dipendenti privati (stipendi, TFR, differenze retributive) il giudice condanna a pagare la rivalutazione e gli interessi legali sulla somma rivalutata (art. 429, comma 3, del Codice di procedura civile). Il calcolo è simile, partendo dalla scadenza di ogni credito. Per i dipendenti pubblici e per le prestazioni previdenziali, invece, rivalutazione e interessi non si sommano: spetta solo l’importo più alto tra i due (art. 22, comma 36, legge 724/1994 e art. 16, comma 6, legge 412/1991).

Per il TFR la rivalutazione annuale ha una regola sua: 1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice FOI.

Aggiornamento ISTAT dell’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento per i figli si adegua in automatico agli indici ISTAT, se le parti o il giudice non hanno scelto un altro criterio (art. 337-ter del Codice civile). Anche per l’assegno di divorzio la sentenza deve fissare un criterio di adeguamento automatico, almeno all’inflazione (art. 5 della legge 898/1970). Nella pratica l’aggiornamento è al 100% della variazione FOI, una volta all’anno, nel mese della decisione.

Nuovo assegno = assegno attuale × (1 + variazione FOI dello stesso mese sull’anno prima)

Ogni anno la variazione si applica all’assegno già aggiornato.

Esempio di assegno

Assegno di 800 € al mese, stabilito a marzo 2021.

AggiornamentoVariazione FOIAssegno
marzo 2022+6,4%851,20 €
marzo 2023+7,4%914,19 €
marzo 2024+1,2%925,16 €
marzo 2025+1,7%940,89 €
marzo 2026+1,5%955,00 €

Il prossimo aggiornamento è a marzo 2027, con la variazione che l’ISTAT pubblicherà ad aprile 2027. Un esempio più breve: un assegno di 500 € con la variazione di agosto 2026 (+3,4%) diventa 500 + 17 = 517,00 €.

Se chi paga non ha mai aggiornato l’assegno, chi lo riceve può chiedere le differenze degli ultimi 5 anni: gli arretrati più vecchi sono prescritti (art. 2948 del Codice civile).

Domande frequenti

Perché il risultato è un po’ diverso da quello di altri siti?

Le differenze nascono di solito dall’arrotondamento. L’ISTAT arrotonda il coefficiente a 3 decimali e poi lo moltiplica per la somma, e così fa questo calcolatore. Alcuni siti usano il coefficiente non arrotondato, oppure aggiornano la somma un anno alla volta.

Si usa l’indice FOI, NIC o IPCA?

Per le rivalutazioni monetarie si usa il FOI senza tabacchi, salvo che un contratto o una legge indichino un altro indice. Il NIC misura l’inflazione di tutta la popolazione. L’IPCA serve per i confronti tra i paesi europei e per alcuni contratti di lavoro.

Come si aggiorna il canone di affitto?

Per l’affitto si usa di solito il 75% della variazione annuale, non il 100%. Usa il calcolatore dell’aggiornamento ISTAT del canone.

E se l’indice scende?

Se i prezzi scendono, il coefficiente è minore di 1 e la somma rivalutata è più bassa. È successo per brevi periodi, per esempio nel 2016 e nel 2020. Per l’assegno di mantenimento controlla cosa dice il provvedimento: il calcolatore applica anche le variazioni negative.

Per le fatture tra imprese si usa la rivalutazione?

No. Per i debiti di denaro, come una fattura non pagata, si pagano gli interessi: tra imprese gli interessi moratori, tra privati gli interessi legali. La rivalutazione si aggiunge solo se il creditore dimostra un danno maggiore.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026