Come si calcola la ritenuta d’acconto
La ritenuta d’acconto è il 20% del compenso di un lavoratore autonomo. Il cliente la trattiene dal pagamento e la versa all’Erario per conto del professionista. Per il professionista è un anticipo dell’IRPEF: la scala dalle imposte nella dichiarazione dei redditi.
La fattura di un professionista in regime ordinario si costruisce così:
| Voce | Come si calcola |
|---|---|
| Compenso | l’onorario |
| Rivalsa INPS 4% o contributo cassa | 4% del compenso |
| IVA 22% | 22% di compenso + contributo |
| Totale fattura | compenso + contributo + IVA |
| Ritenuta d’acconto 20% | 20% del compenso (con la rivalsa INPS: di compenso + rivalsa) |
| Netto a pagare | totale fattura − ritenuta |
La ritenuta non si calcola mai sull’IVA.
Rivalsa INPS e contributo della cassa: la differenza
Le due voci valgono entrambe il 4% e vanno entrambe nella base dell’IVA. Per la ritenuta, però, si comportano in modo diverso:
- Rivalsa INPS 4%: la applica chi è iscritto alla Gestione separata INPS. Fa parte del compenso, quindi entra nella base della ritenuta.
- Contributo integrativo della cassa (per esempio Inarcassa per ingegneri e architetti, Cassa Forense per gli avvocati): non entra nella base della ritenuta.
Esempi
Professionista iscritto alla Gestione separata
Compenso di 1.000 €, rivalsa INPS 4%, IVA 22%:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso | 1.000,00 € |
| Rivalsa INPS 4% | 40,00 € |
| IVA 22% su 1.040 € | 228,80 € |
| Totale fattura | 1.268,80 € |
| Ritenuta 20% su 1.040 € | − 208,00 € |
| Netto a pagare | 1.060,80 € |
Ingegnere o architetto con Inarcassa
Compenso di 1.000 €, contributo integrativo 4%, IVA 22%:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso | 1.000,00 € |
| Contributo integrativo 4% | 40,00 € |
| IVA 22% su 1.040 € | 228,80 € |
| Totale fattura | 1.268,80 € |
| Ritenuta 20% su 1.000 € | − 200,00 € |
| Netto a pagare | 1.068,80 € |
Il totale fattura è lo stesso dell’esempio precedente, ma la ritenuta è più bassa: il contributo della cassa non entra nella base.
Senza contributo
Compenso di 1.000 €, IVA 22%: totale fattura 1.220,00 €, ritenuta 200,00 €, netto a pagare 1.020,00 €.
Prestazione esente da IVA
Compenso di 1.000 €, senza IVA: ritenuta 200,00 €, netto a pagare 800,00 €. Una fattura senza IVA oltre 77,47 € richiede anche la marca da bollo da 2 €.
Dal netto al compenso
Se sai quanto vuoi ricevere, dividi il netto per il coefficiente adatto al tuo caso:
| Caso | Netto per 1 € di compenso |
|---|---|
| Rivalsa INPS 4% e IVA 22% | 1,0608 |
| Cassa 4% e IVA 22% | 1,0688 |
| Solo IVA 22% | 1,02 |
| Senza IVA e senza contributo | 0,80 |
Esempio: vuoi ricevere 1.000 € netti, con rivalsa INPS e IVA. Il compenso è 1.000 ÷ 1,0608 = 942,68 €. La fattura: rivalsa 37,71 €, IVA 215,69 €, totale 1.196,08 €, ritenuta 196,08 €, netto a pagare 1.000,00 €.
Esempio senza IVA e senza contributo: per ricevere 1.000 € netti il compenso è 1.000 ÷ 0,80 = 1.250 €, con una ritenuta di 250 €.
Ogni voce della fattura si arrotonda al centesimo. Per questo alcuni netti non si ottengono al centesimo esatto: in questi casi il calcolatore mostra il netto più vicino. Se ti serve partire dal totale della fattura, usa il calcolo della fattura inversa.
Chi applica la ritenuta
- La applica il cliente che è sostituto d’imposta: per esempio un’impresa, una società, un altro professionista, un ente o un condominio.
- Non la applica un cliente privato, che non ha partita IVA.
- Non si applica ai compensi dei professionisti in regime forfettario. In fattura si scrive: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge 190/2014”.
Domande frequenti
Quando e come il cliente versa la ritenuta?
Con il modello F24, entro il 16 del mese dopo quello del pagamento, con il codice tributo 1040. Il cliente certifica poi le ritenute al professionista con la Certificazione Unica.
La ritenuta è un costo per il professionista?
No. È un acconto delle imposte. Il professionista la sottrae dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi. Se le ritenute sono più alte dell’imposta, nasce un credito.
Il cliente privato paga la ritenuta?
No. Il privato non è sostituto d’imposta: paga il totale della fattura. Per calcolare una fattura senza ritenuta, usa il calcolo della fattura inversa e togli la ritenuta.
Lavoro senza partita IVA: come calcolo la ritenuta?
Per un lavoro saltuario senza partita IVA si fa una ricevuta di prestazione occasionale, senza IVA. Usa il calcolo della prestazione occasionale.
Fonti
- Ritenuta del 20% sui compensi di lavoro autonomo: art. 25 DPR 600/1973.
- Rivalsa INPS 4%: art. 1, comma 212, legge 662/1996; esempio di calcolo su Fiscomania e Fiscozen.
- Contributo integrativo escluso dalla base della ritenuta: Fiscozen, contributo Inarcassa in fattura.
- Marca da bollo da 2 € oltre 77,47 €: art. 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972; Agenzia delle Entrate, guida all’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
- Versamento con F24 e codice tributo 1040: Informazione Fiscale.
- Nessuna ritenuta per i forfettari: art. 1, comma 67, legge 190/2014.
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026