Come si calcola l’IVA
L’IVA è l’imposta sul valore aggiunto. Chi vende un bene o un servizio la aggiunge al prezzo e la versa allo Stato. Il prezzo senza IVA si chiama imponibile. Il prezzo con l’IVA si chiama totale o prezzo IVA inclusa (o lordo).
Per aggiungere l’IVA a un imponibile:
IVA = imponibile × aliquota ÷ 100
Totale = imponibile + IVA
Esempio: un imponibile di 1.000 € con IVA al 22% dà un’IVA di 220 € e un totale di 1.220 €. Con l’IVA al 10% il totale è 1.100 €, al 5% 1.050 €, al 4% 1.040 €.
Come si fa lo scorporo dell’IVA
Lo scorporo fa il percorso opposto: parte dal prezzo IVA inclusa e ricava l’imponibile e l’IVA. Non basta togliere il 22% dal prezzo, perché l’IVA si calcola sull’imponibile, non sul totale.
Imponibile = prezzo IVA inclusa ÷ (1 + aliquota ÷ 100)
IVA = prezzo IVA inclusa − imponibile
Il divisore è 1,22 per l’aliquota del 22%, 1,10 per il 10%, 1,05 per il 5% e 1,04 per il 4%.
| Prezzo IVA inclusa | Aliquota | Divisore | Imponibile | IVA |
|---|---|---|---|---|
| 1.000,00 € | 22% | 1,22 | 819,67 € | 180,33 € |
| 1.000,00 € | 10% | 1,10 | 909,09 € | 90,91 € |
| 550,00 € | 10% | 1,10 | 500,00 € | 50,00 € |
| 210,00 € | 5% | 1,05 | 200,00 € | 10,00 € |
| 312,00 € | 4% | 1,04 | 300,00 € | 12,00 € |
L’errore più comune è togliere il 22% dal prezzo: 1.000 € − 22% fa 780 €, ma l’imponibile giusto è 819,67 €. Una prova semplice: 819,67 € × 1,22 = 1.000 € (arrotondato al centesimo).
Lo stesso metodo vale per i commercianti al minuto, che registrano gli incassi IVA inclusa. L’articolo 27 del DPR 633/1972 prevede lo scorporo dell’imposta dai corrispettivi di ogni aliquota.
Gli arrotondamenti al centesimo
In fattura l’imponibile e l’IVA si scrivono arrotondati al centesimo di euro (art. 21, comma 2, lettera l, DPR 633/1972). Il calcolatore arrotonda nello stesso modo. Ci sono due dettagli da conoscere.
Nello scorporo, l’IVA è la differenza
Nello scorporo il calcolatore arrotonda prima l’imponibile, poi ricava l’IVA come differenza. Così imponibile e IVA fanno sempre esattamente il prezzo di partenza.
Esempio: un prezzo di 15,00 € IVA inclusa al 22%. L’imponibile è 15 ÷ 1,22 = 12,295… → 12,30 €. L’IVA è 15,00 − 12,30 = 2,70 €. Se invece calcoli l’IVA come 12,30 × 22% = 2,706 → 2,71 €, la somma fa 15,01 €: un centesimo in più del prezzo.
L’IVA si calcola sul totale, non su ogni pezzo
Quando vendi molti pezzi uguali, l’IVA si calcola sul prezzo totale della riga (prezzo unitario × quantità), non sul singolo pezzo. In una fattura con più righe, l’IVA si calcola una volta sola sulla somma delle righe con la stessa aliquota. È quello che fa il riepilogo per aliquota della fattura elettronica.
Esempio: 100 pezzi da 0,33 € più IVA al 22%.
| Metodo | Calcolo | IVA |
|---|---|---|
| Sul totale (corretto) | 100 × 0,33 € = 33,00 €; 33,00 € × 22% | 7,26 € |
| Pezzo per pezzo | 0,33 € × 22% = 0,0726 → 0,07 €; × 100 | 7,00 € |
La differenza è di 26 centesimi, su un imponibile di soli 33 €. Con prezzi unitari bassi e quantità alte, arrotondare pezzo per pezzo dà un’IVA sbagliata. Il calcolatore segnala la differenza quando c’è.
Lo stesso vale nello scorporo: 10 pezzi da 2,00 € IVA inclusa fanno 20,00 €. Sul totale, l’imponibile è 16,39 € e l’IVA 3,61 €. Pezzo per pezzo (1,64 € + 0,36 € per 10) otterresti 16,40 € e 3,60 €.
Una fattura con più aliquote
Con il pulsante “Aggiungi una riga” puoi inserire più prodotti o servizi, ognuno con la sua quantità e la sua aliquota. Il calcolatore somma le righe di ogni aliquota, calcola l’IVA su ogni somma e mostra il riepilogo, come nella fattura elettronica.
Esempio: un fornitore vende a un ristorante 40 kg di pane a 2,50 € al kg (4%), 12 kg di carne a 15,90 € al kg (10%) e 3 confezioni di detersivo a 8,90 € (22%).
| Aliquota | Imponibile | IVA |
|---|---|---|
| 22% | 26,70 € | 5,87 € |
| 10% | 190,80 € | 19,08 € |
| 4% | 100,00 € | 4,00 € |
| Totale | 317,50 € | 28,95 € |
Il totale della fattura è 346,45 €.
Le aliquote IVA nel 2026
L’aliquota ordinaria è il 22% (art. 16 DPR 633/1972) e vale per tutto ciò che non ha un’aliquota ridotta. Le aliquote ridotte sono nella tabella A allegata al DPR 633/1972: la parte II per il 4%, la parte II-bis per il 5%, la parte III per il 10%. L’elenco qui sotto ha solo gli esempi più comuni.
| Aliquota | Dove si trova | Esempi |
|---|---|---|
| 4% | Tabella A, parte II | Pane, pasta, crackers e fette biscottate; latte fresco, burro e formaggi; frutta e ortaggi; olio d’oliva; giornali, libri e periodici; prima casa non di lusso comprata da un’impresa (n. 21); ausili, protesi e veicoli per persone con disabilità; mense aziendali e scolastiche |
| 5% | Tabella A, parte II-bis | Prestazioni socio-sanitarie, educative e assistenziali delle cooperative sociali; basilico, rosmarino e salvia freschi, origano; tartufi freschi; trasporto urbano di persone via mare, lago, fiume o laguna; oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione (dal 1° luglio 2025, n. 1-novies) |
| 10% | Tabella A, parte III | Carne, pesce, uova, yogurt, miele; bar e ristoranti; alberghi e altre strutture ricettive; energia elettrica per uso domestico; gas metano per usi civili fino a 480 m³ all’anno; medicinali; spettacoli teatrali e concerti; trasporto di persone; casa non di lusso che non è prima casa, comprata da un’impresa |
| 22% | Art. 16 DPR 633/1972 | Abbigliamento, elettronica, auto, mobili, cosmetici, bevande alcoliche e acqua minerale; consulenze e servizi dei professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, sviluppatori) |
Alcune operazioni non hanno IVA: le operazioni esenti (art. 10, per esempio molte prestazioni sanitarie e le assicurazioni), quelle non imponibili (per esempio le esportazioni) e quelle fuori campo IVA. Nel calcolatore, per queste righe scegli “Altra” e scrivi 0.
Per capire se un prodotto ha un’aliquota ridotta, conta la voce esatta della tabella A. Nei casi dubbi chiedi al tuo commercialista o all’Agenzia delle Entrate con un interpello.
Per il 2027: dal 1° gennaio 2027 il DPR 633/1972 sarà sostituito dal nuovo testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10). Il testo unico riordina le norme e la numerazione delle tabelle, ma non cambia le aliquote.
Fattura inversa, forfettario e marca da bollo
Questo calcolatore lavora solo sull’IVA. Se la fattura ha anche la rivalsa INPS del 4%, il contributo di una cassa professionale o la ritenuta d’acconto, usa il calcolo della fattura inversa: parte dal totale o dal netto da ricevere e ricava il compenso.
Chi è nel regime forfettario non applica l’IVA in fattura (art. 1, comma 58, L. 190/2014). Il totale della fattura è uguale all’imponibile, più l’eventuale contributo previdenziale. Per le tasse da pagare usa il calcolo delle tasse del forfettario.
Una fattura senza IVA, per esempio di un forfettario o per operazioni esenti, richiede la marca da bollo da 2 € se l’importo senza IVA supera 77,47 €. Il calcolatore la segnala per le righe con aliquota 0, ma non la somma ai totali.
Domande frequenti
Come tolgo l’IVA al 22% da un prezzo?
Dividi il prezzo per 1,22: il risultato è l’imponibile. L’IVA è la differenza tra il prezzo e l’imponibile. Per esempio, 1.000 € ÷ 1,22 = 819,67 € di imponibile e 180,33 € di IVA.
Perché non posso togliere il 22% dal prezzo?
Perché il 22% si calcola sull’imponibile, che è più piccolo del prezzo. Il 22% di 1.000 € fa 220 €, ma l’IVA compresa in 1.000 € è solo 180,33 €. Per togliere l’IVA dal prezzo si divide, non si sottrae.
Che cos’è l’IVA inversa?
È un altro nome dello scorporo: dal prezzo IVA inclusa si ricava il prezzo senza IVA. Non va confuso con l’inversione contabile (reverse charge), in cui il venditore non addebita l’IVA e la paga il cliente.
Che aliquota uso se ho un’aliquota diversa da quelle proposte?
Scegli “Altra” e scrivi l’aliquota, anche con i decimali. Serve, per esempio, per le aliquote di compensazione degli agricoltori o per l’IVA di un altro Paese europeo.
Con lo split payment cambia il calcolo?
No. Nelle fatture alla pubblica amministrazione con lo split payment (art. 17-ter DPR 633/1972) l’IVA si calcola nello stesso modo e si scrive in fattura. Cambia solo chi la versa: il cliente paga al fornitore l’imponibile e versa l’IVA direttamente allo Stato.
Fonti
- Aliquote IVA del 22%, 10%, 5% e 4%: art. 16 DPR 633/1972 e tabella A, parti II, II-bis e III, sullo stesso DPR 633/1972 in Normattiva.
- Imponibile e imposta in fattura arrotondati al centesimo: art. 21 DPR 633/1972.
- Scorporo dai corrispettivi dei commercianti al minuto: art. 27 DPR 633/1972.
- Oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione al 5% dal 1° luglio 2025: D.L. 30 giugno 2025, n. 95.
- Nuovo testo unico IVA dal 1° gennaio 2027: D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10.
- Forfettario senza IVA in fattura: art. 1, commi 54-89, L. 190/2014.
- Marca da bollo da 2 € oltre 77,47 €: Agenzia delle Entrate, guida all’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
- Esempi di scorporo al 22%, 10%, 5% e 4% (1.000 €, 550 €, 210 €, 312 €): Fiscozen, scorporo IVA al 22% e Fiscozen, togliere l’IVA da un prezzo.
- Altri esempi di scorporo (85,40 €, 366 €): Fido Commercialista, scorporo IVA.
Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026