Calcola le tasse sull'acquisto della casa

Scegli chi vende e se è la prima casa, inserisci prezzo e rendita: vedi subito le imposte da pagare al rogito, voce per voce.

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Chi vende?
Che acquisto è?
La casa Rendita e categoria sono nella visura catastale o nel preliminare
Box, cantine e tettoie Pertinenze comprate con la casa. Lascia vuoto se non ci sono.
Credito d'imposta per il riacquisto

Totale imposte

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Valore su cui si pagano le imposte
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Imposta di registro
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Imposta ipotecaria
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Imposta catastale
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Imposte pagate dal notaio
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Quanto si paga di tasse per comprare casa

Le imposte sull’acquisto dipendono da due domande: chi vende e se è la tua prima casa.

Chi vendeImpostaPrima casaAltra casa
Privato, o impresa che vende senza IVAImposta di registro2% (almeno 1.000 €)9% (almeno 1.000 €)
Imposta ipotecaria50 €50 €
Imposta catastale50 €50 €
Impresa che vende con IVA (di solito il costruttore)IVA sul prezzo4%10% (22% per A/1, A/8, A/9)
Imposta di registro200 €200 €
Imposta ipotecaria200 €200 €
Imposta catastale200 €200 €
Bollo, tassa ipotecaria, voltura230 + 35 + 55 €230 + 35 + 55 €

Quando paghi l’imposta di registro proporzionale, non paghi bollo, tasse ipotecarie e tributi catastali. Quando compri con l’IVA, invece, li paghi.

Le imposte di registro, ipotecaria e catastale le versa il notaio al momento della registrazione dell’atto: tu le paghi al notaio il giorno del rogito. L’IVA la paghi al venditore, con la fattura.

Quando la vendita è con IVA

Di regola la vendita di una casa da parte di un’impresa è esente da IVA: in questo caso paghi come se comprassi da un privato. L’IVA c’è quando vende:

Se non sei sicuro, chiedi al venditore o al notaio se la vendita è “soggetta a IVA” o “esente”.

Il prezzo-valore: le imposte sul valore catastale

Se compri da un privato (o da un’impresa senza IVA), puoi chiedere al notaio di calcolare le imposte sul valore catastale e non sul prezzo. Di solito il valore catastale è molto più basso del prezzo, quindi paghi meno.

Valore catastale = rendita catastale × 1,05 × 110 (prima casa) oppure × 120 (altra casa)

La regola si chiama prezzo-valore e vale se:

Con il prezzo-valore l’Agenzia delle Entrate non può contestare il valore della casa, e l’onorario del notaio si riduce del 30%. Se nell’atto il prezzo è più basso di quello vero, il prezzo-valore non vale più: le imposte si calcolano sul prezzo vero e c’è una sanzione.

Il prezzo-valore non vale quando la vendita è con IVA: l’IVA si calcola sempre sul prezzo. La rendita catastale la trovi nella visura catastale. Per una casa nuova senza rendita, il registro si calcola sul prezzo.

Le agevolazioni prima casa

Hai le agevolazioni prima casa se valgono tutte queste condizioni:

Le condizioni le dichiari nell’atto. Se non sono vere, o se non porti la residenza entro 18 mesi, perdi le agevolazioni: paghi la differenza, gli interessi e una sanzione del 30%. Perdi le agevolazioni anche se vendi la casa prima di 5 anni e non ne compri un’altra entro un anno.

Box, cantine e tettoie

Le agevolazioni valgono anche per le pertinenze, una sola per ogni categoria:

Per esempio: casa, box e cantina hanno tutti le agevolazioni. Un secondo box paga invece il 9% (o l’IVA al 10%). Le pertinenze possono essere comprate anche con un atto separato, dopo la casa.

Il minimo di 1.000 euro

L’imposta di registro del 2% o del 9% non può essere più bassa di 1.000 euro. Se compri con lo stesso atto la casa e il box, il minimo si applica una sola volta, sul totale.

Esempio della circolare dell’Agenzia delle Entrate: casa prima casa con registro di 600 €, box senza agevolazioni con registro di 200 €. Totale 800 €, che diventa 1.000 €. Ipotecaria e catastale: 50 + 50 € una sola volta.

L’imposta di registro si arrotonda all’euro.

Esempi

Tutti gli esempi hanno un prezzo di 200.000 € e una rendita catastale di 900 €.

Il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa

Se vendi una casa comprata con le agevolazioni prima casa e entro un anno ne compri un’altra, sempre come prima casa, hai un credito d’imposta. Il credito è uguale all’imposta di registro o all’IVA pagata sul primo acquisto.

Credito = imposta pagata sul primo acquisto, al massimo l’imposta dovuta sul nuovo acquisto

Il credito vale anche se compri la nuova casa prima di vendere la vecchia, purché la vendi entro 2 anni. Puoi usarlo:

La parte di credito che supera l’imposta del nuovo acquisto non è rimborsata. Se compri con l’IVA, l’IVA va al venditore: il calcolatore mostra il credito da usare dopo, in dichiarazione o in F24.

Esempi della circolare 2/E del 2014 dell’Agenzia delle Entrate:

Il credito non spetta se hai perso le agevolazioni sulla casa venduta, se l’avevi comprata senza agevolazioni o se la nuova casa non ha i requisiti prima casa.

E le agevolazioni per gli under 36?

Per chi aveva meno di 36 anni e un ISEE fino a 40.000 €, il decreto “Sostegni bis” (D.L. 73/2021) toglieva registro, ipotecaria e catastale e dava un credito pari all’IVA. Queste agevolazioni valevano per gli atti firmati fino al 31 dicembre 2023, o fino al 31 dicembre 2024 con un preliminare registrato entro il 2023.

Nel 2026 non ci sono più. Le leggi di bilancio 2025 e 2026 non le hanno rinnovate. Chi ha meno di 36 anni paga come tutti gli altri, con le normali agevolazioni prima casa. Resta per i giovani la garanzia statale sul mutuo prima casa del Fondo Consap.

L’imposta sostitutiva sul mutuo

Se compri con un mutuo, la banca trattiene un’imposta sostitutiva sulla somma prestata:

Per esempio, su un mutuo di 150.000 €: 375 € per la prima casa, 3.000 € per la seconda casa. Questa imposta sostituisce registro, bollo e imposte ipotecarie sull’atto di mutuo. Per la rata, usa il calcolo della rata del mutuo.

Le altre spese: notaio, agenzia, banca

Il calcolatore considera solo le imposte. Ci sono altri costi, che dipendono da accordi privati e non hanno un importo fisso per legge:

Il preliminare (compromesso)

Il preliminare si registra entro 30 giorni con 200 € di imposta di registro, più il bollo. Se versi una caparra o un acconto senza IVA, paghi anche lo 0,5% di quella somma (per i preliminari dal 2025). Questa imposta si scala da quella dell’atto finale: il totale non cambia.

Domande frequenti

Si paga l’IMU sulla prima casa?

No, l’abitazione principale non paga l’IMU, tranne le case di lusso A/1, A/8 e A/9. La seconda casa paga l’IMU ogni anno: calcolala con il calcolo dell’IMU.

Chi paga le imposte, il venditore o chi compra?

Per il codice civile (art. 1475) le spese dell’atto sono a carico di chi compra, se le parti non decidono diversamente. Di solito chi compra sceglie anche il notaio. Verso il fisco, però, venditore e compratore rispondono tutti e due dell’imposta di registro.

E se ricevo la casa in eredità o in donazione?

Non paghi il registro, ma l’imposta di successione o donazione e le imposte ipotecaria e catastale. Per l’eredità, usa il calcolo dell’imposta di successione.

Cambia qualcosa nel 2027?

Dal 1° gennaio 2027 le regole dell’imposta di registro passano nel nuovo Testo unico dei tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025), che sostituisce il D.P.R. 131/1986. È un riordino delle norme. Controlleremo il calcolatore quando entra in vigore.

Il calcolatore vale per l’usufrutto o la nuda proprietà?

No. Il calcolatore considera l’acquisto della piena proprietà da parte di una persona fisica. Per l’usufrutto, la nuda proprietà, gli acquisti di quote o gli acquisti all’asta, chiedi al notaio.

Fonti

I risultati del calcolatore sono una stima. Per il rogito, chiedi al notaio il conteggio esatto delle imposte e il preventivo delle sue spese.

Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026