Calcola l'importo della pensione

Inserisci l'anno di nascita, lo stipendio e gli anni di contributi: vedi una stima della pensione lorda al mese, in euro di oggi, e quanto cambia se lavori di più.

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Ipotesi per il futuro In più dell'inflazione. Puoi cambiarle.

Pensione lorda al mese, in euro di oggi

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Pensione dal
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Anni di contributi alla pensione
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Sistema di calcolo
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Montante contributivo
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Di cui rivalutazione
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Pensione all'anno (13 mensilità)
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Ultimo stipendio lordo stimato
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Tasso di sostituzione
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Se vai in pensione a un'altra età

È una stima, al lordo dell'IRPEF. Con i tuoi contributi veri, la stima dell'INPS è nel servizio La mia pensione futura, con lo SPID. Per il netto usa il calcolo della pensione netta.

Come funziona il calcolatore

Il calcolatore stima la pensione che avrai, con le regole di oggi. Usa i dati che inserisci e due ipotesi sul futuro:

Tutti gli importi sono in euro di oggi: il calcolatore toglie l’inflazione. Così 1.500 € di pensione nel 2050 valgono quanto 1.500 € oggi. Anche il servizio dell’INPS “La mia pensione futura” mostra gli importi in euro costanti.

Gli importi sono lordi. Per sapere quanto resta dopo l’IRPEF usa il calcolo della pensione netta. Per sapere da quando puoi andare in pensione usa il calcolo di quando vai in pensione.

Il sistema contributivo

Chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 ha la pensione calcolata tutta con il sistema contributivo. Anche chi ha iniziato prima ha una parte della pensione calcolata così. Il calcolo ha tre passi.

1. I contributi di ogni anno

Ogni anno una parte dello stipendio va nel tuo conto all’INPS. La percentuale che conta per la pensione si chiama aliquota di computo.

ChiAliquota di computo
Dipendenti, privati e pubblici33%
Artigiani e commercianti24%
Collaboratori della Gestione separata33%
Professionisti con partita IVA della Gestione separata25%

Ad esempio, un dipendente con 30.000 € lordi all’anno accumula 30.000 × 33% = 9.900 € all’anno. Non tutto lo paga il dipendente: la parte più grande la paga il datore di lavoro.

Due limiti:

2. Il montante e la rivalutazione

La somma dei contributi si chiama montante contributivo. Ogni anno, al 31 dicembre, l’INPS lo rivaluta: lo aumenta della media della crescita del PIL nominale degli ultimi cinque anni, calcolata dall’ISTAT. I contributi dello stesso anno non si rivalutano.

Montante al 31 dicembreCoefficienteRivalutazione
20191,019199+1,92%
20201,0000000%
20211,009756+0,98%
20221,023082+2,31%
20231,036622+3,66%
20241,040445+4,04%

Il coefficiente si applica alla fine dell’anno dopo. Per chi va in pensione nel 2026, il montante al 31 dicembre 2024 aumenta del 4,04%, e poi si aggiungono i contributi del 2025 e del 2026 senza rivalutazione. Il coefficiente non può essere più basso di 1, come nel 2020: il montante non scende, ma l’INPS recupera la differenza sulle rivalutazioni degli anni dopo.

La rivalutazione non sempre batte l’inflazione. Nel 2022 il montante è aumentato di circa l'1%, ma i prezzi di circa l'8%. Dal 1996 al 2024, in media, il montante è cresciuto dello 0,8% all’anno più dell’inflazione (nostro calcolo sui coefficienti INPS e sull’indice dei prezzi ISTAT).

3. Il coefficiente di trasformazione

Alla pensione, il montante diventa una pensione all’anno: montante × coefficiente di trasformazione. Il coefficiente dipende dall’età: più tardi vai in pensione, più è alto, perché la pensione si paga per meno anni. La pensione all’anno si divide poi in 13 mensilità.

Il Ministero del lavoro aggiorna i coefficienti ogni due anni, in base alla speranza di vita. Con il decreto del 16 ottobre 2026, i coefficienti dal 2027 sono più bassi.

Età2025-20262027-2028
57 anni4,204%4,153%
58 anni4,308%4,254%
59 anni4,419%4,361%
60 anni4,536%4,475%
61 anni4,661%4,596%
62 anni4,795%4,725%
63 anni4,936%4,863%
64 anni5,088%5,009%
65 anni5,250%5,166%
66 anni5,423%5,334%
67 anni5,608%5,514%
68 anni5,808%5,707%
69 anni6,024%5,914%
70 anni6,258%6,139%
71 anni6,510%6,382%

Esempio. Con un montante di 300.000 € e 68 anni di età, la pensione è di 300.000 × 5,808% = 17.424 € all’anno nel 2026. Nel 2027 diventa 300.000 × 5,707% = 17.121 €: 303 € in meno all’anno, a parità di contributi.

Per il 2029 e dopo i coefficienti non sono ancora decisi. Il calcolatore usa quelli del 2027-2028. A ogni revisione, di solito, scendono un po'.

Il sistema misto: chi ha contributi prima del 1996

Chi ha contributi prima del 1996 ha una pensione con due parti. La regola dipende dagli anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Anni di contributi al 31/12/1995Parte retributivaParte contributiva
Meno di 18Gli anni fino al 1995Gli anni dal 1996
18 o piùGli anni fino al 2011Gli anni dal 2012

La parte retributiva non dipende dai contributi versati, ma dallo stipendio degli ultimi anni: per ogni anno vale il 2% dello stipendio medio, fino a 40 anni (80%). Ad esempio, 10 anni nel retributivo con uno stipendio medio di 30.000 € danno 30.000 × 2% × 10 = 6.000 € all’anno di pensione.

Il calcolatore semplifica questa parte. Usa una sola media: gli ultimi 10 anni di stipendio prima della pensione (15 per artigiani e commercianti). Le regole vere dell’INPS sono più complesse:

Per questo, con il sistema misto il risultato è solo indicativo. Il calcolatore non mette il massimale contributivo, che vale solo per chi ha iniziato dal 1996.

Esempi

Gli esempi usano le ipotesi di partenza del calcolatore: stipendio e rivalutazione crescono dell'1% all’anno più dell’inflazione. Gli importi sono lordi, in euro di oggi.

L’esempio più semplice

Un dipendente lavora 40 anni con 30.000 € all’anno e lo stipendio non cambia mai. Ogni anno accumula 9.900 €. Se il montante tiene solo il passo dell’inflazione, alla fine ha 9.900 × 40 = 396.000 €.

A 67 anni, nel 2027 o nel 2028: 396.000 × 5,514% = 21.835,44 € all’anno, cioè 1.679,65 € al mese. È il 72,8% dello stipendio.

Luca, contributivo puro

Luca è nato nel 1985, è dipendente dal 2012 e oggi guadagna 30.000 € lordi all’anno. Ha 15 anni di contributi. Va in pensione nel 2052, a 67 anni, con 40 anni di contributi.

Anna, sistema misto

Anna è nata nel 1966 e lavora come dipendente dal 1990. Ha 6 anni di contributi prima del 1996 e 31 dopo: 37 anni in tutto. Oggi guadagna 35.000 € all’anno. Va in pensione nel 2033, a 67 anni, con 43 anni di contributi.

Con 43 anni di contributi Anna può andare in pensione prima, con la pensione anticipata. Ma con meno anni di lavoro e un coefficiente più basso, la pensione sarebbe più bassa.

Quanto conta andare in pensione più tardi

Ogni anno in più di lavoro aumenta la pensione in due modi: aggiunge un anno di contributi e dà un coefficiente più alto. Ecco Luca, con gli stessi dati, a età diverse.

Età alla pensioneAnnoCoefficientePensione lorda al mese
64 anni20495,009%1.706,26 €
65 anni20505,166%1.826,79 €
66 anni20515,334%1.956,64 €
67 anni20525,514%2.096,75 €
68 anni20535,707%2.248,13 €
69 anni20545,914%2.411,89 €
70 anni20556,139%2.590,46 €
71 anni20566,382%2.784,78 €

Da 67 a 70 anni la pensione di Luca cresce di quasi un quarto. Al contrario, uscire a 64 anni costa circa 390 € al mese per sempre.

Non tutte le età sono possibili. Nel contributivo puro, la pensione anticipata a 64 anni chiede 20 anni di contributi e una pensione di almeno 3 volte l’assegno sociale: 1.638,72 € al mese nel 2026 (meno per le madri). Dal 2027 l’età sale di qualche mese. Il calcolatore ti avvisa quando un requisito manca.

Le ipotesi: crescita dello stipendio e rivalutazione

Le due ipotesi sono in più dell’inflazione e puoi cambiarle.

Con le stesse ipotesi, Luca ha queste pensioni:

Crescita dello stipendioRivalutazionePensione al meseTasso di sostituzione
1%0,5%1.929,11 €65,2%
1%1%2.096,75 €70,8%
1%1,5%2.282,36 €77,1%
2%1%2.236,91 €59,1%

Con una carriera che cresce di più, la pensione è più alta, ma il tasso di sostituzione è più basso: la pensione dipende da tutti gli stipendi, non solo dall’ultimo.

Cosa il calcolatore non considera

Domande frequenti

Dove trovo i miei anni di contributi?

Nell’estratto conto contributivo, nell’area personale del sito o dell’app INPS, con lo SPID, la CIE o la CNS. Lì vedi anche se hai contributi prima del 1996. Basta un mese prima del 1996 per avere il sistema misto.

Perché il risultato è diverso da quello dell’INPS?

Il servizio “La mia pensione futura” dell’INPS usa i tuoi contributi veri, anno per anno, e le regole complete del sistema misto. Il calcolatore invece stima gli stipendi passati da quello di oggi. Le ipotesi sul futuro possono essere diverse. Usa il calcolatore per capire come funziona il calcolo e per confrontare scenari, e l’INPS per il valore più preciso.

Che cos’è il tasso di sostituzione?

È la pensione divisa per l’ultimo stipendio, tutti e due lordi e all’anno. Con il 70%, ad esempio, chi guadagnava 30.000 € lordi all’anno ha 21.000 € lordi di pensione. Sul netto il rapporto di solito è più alto, perché sulla pensione non si pagano i contributi.

Cosa succede se smetto di lavorare prima della pensione?

I contributi non crescono più, ma il montante continua a rivalutarsi ogni anno. La pensione si calcola con l’età di quando parte, non di quando hai smesso. Il calcolatore considera il lavoro senza interruzioni fino alla pensione.

Con lo stipendio alto la pensione cresce sempre?

Per chi ha iniziato dal 1996, no: oltre il massimale di 122.295 € all’anno (2026) non si pagano contributi e la pensione non cresce. Per chi ha anche la parte retributiva, sopra un limite la percentuale per ogni anno è più bassa del 2%.

Il calcolo vale anche per i dipendenti pubblici?

Sì per la parte contributiva: anche per i dipendenti pubblici l’aliquota di computo è del 33%. La parte retributiva dei dipendenti pubblici segue regole diverse, quindi con il sistema misto la stima è più grezza.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2026