Calcola il contributo unificato di una causa civile

Scegli il tipo di causa, il grado e il valore: vedi il contributo unificato, la marca da 27 € e il totale da pagare per iscrivere la causa a ruolo.

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Grado del giudizio

Contributo unificato

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Scaglione di valore
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Importo di base
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Coefficiente
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Anticipazione forfettaria (art. 30)
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Totale da pagare per iscrivere la causa
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Cos’è il contributo unificato

Il contributo unificato è la tassa che si paga per iniziare una causa. Lo paga chi iscrive la causa a ruolo: di solito chi fa causa, cioè l’attore o il ricorrente. Si paga per ogni grado del giudizio: primo grado, appello, Cassazione. Le regole sono nel Testo unico sulle spese di giustizia, il D.P.R. 115/2002 (articoli 9–14).

L’importo dipende da tre cose:

Nel 2026 gli importi sono gli stessi dal 2014. La legge di bilancio 2025 ha però aggiunto una regola: senza il pagamento del contributo minimo la causa non si iscrive a ruolo (vedi sotto).

Tabella del contributo unificato 2026

Importi dell’articolo 13 del D.P.R. 115/2002 per le cause civili. Il limite di ogni scaglione è compreso: una causa di 26.000 € paga 237 €.

Valore della causaPrimo gradoMetà (procedimenti speciali)AppelloCassazione
Fino a 1.100 €43,00 €21,50 €64,50 €86,00 €
Da 1.100,01 a 5.200 €98,00 €49,00 €147,00 €196,00 €
Da 5.200,01 a 26.000 €237,00 €118,50 €355,50 €474,00 €
Da 26.000,01 a 52.000 €518,00 €259,00 €777,00 €1.036,00 €
Da 52.000,01 a 260.000 €759,00 €379,50 €1.138,50 €1.518,00 €
Da 260.000,01 a 520.000 €1.214,00 €607,00 €1.821,00 €2.428,00 €
Oltre 520.000 €1.686,00 €843,00 €2.529,00 €3.372,00 €
Valore indeterminabile518,00 €259,00 €777,00 €1.036,00 €

Davanti al giudice di pace, una causa di valore indeterminabile paga 237 € (art. 13, comma 1, lettera c).

Se nell’atto manca la dichiarazione del valore, la causa si considera dello scaglione più alto: 1.686 € (art. 13, comma 6).

Come si calcola

Si trova lo scaglione del valore e si applica il coefficiente del caso:

Contributo = importo dello scaglione × coefficiente

CasoCoefficienteNorma
Primo grado× 1art. 13, comma 1
Procedimenti speciali e cause di lavoro× 0,5art. 13, comma 3
Appello, reclamo e altre impugnazioni× 1,5art. 13, comma 1-bis
Cassazione× 2art. 13, comma 1-bis
Sezione specializzata in materia di impresa× 2art. 13, comma 1-ter

I coefficienti si moltiplicano. Un appello davanti alla sezione impresa paga il triplo: × 2 × 1,5.

Esempio: causa da 10.000 €

Il valore è nello scaglione da 5.200,01 a 26.000 €:

Quando si paga la metà

Il contributo è ridotto alla metà (art. 13, comma 3) per i procedimenti speciali del libro IV, titolo I, del Codice di procedura civile:

Vale solo in primo grado. L’appello contro la sentenza di opposizione a decreto ingiuntivo paga l’importo intero, aumentato della metà.

Per lo sfratto per morosità il valore sono i canoni non pagati alla data della notifica. Per la finita locazione il valore è il canone di un anno.

Esempio: decreto ingiuntivo da 10.000 €

237 € ÷ 2 = 118,50 € di contributo, più 27 €: in tutto 145,50 €. Davanti al giudice di pace l’importo è lo stesso. Per sapere anche il compenso dell’avvocato per il decreto ingiuntivo, usa il calcolo del compenso dell’avvocato.

Importi fissi

Alcuni procedimenti pagano un importo fisso, qualunque sia il valore:

ProcedimentoContributoMarca da 27 €
Separazione consensuale, divorzio congiunto43 €non dovuta
Separazione giudiziale, divorzio giudiziale98 €non dovuta
Volontaria giurisdizione (procedimenti in camera di consiglio)98 €dovuta
Esecuzione immobiliare278 €dovuta
Esecuzione mobiliare o presso terzi139 €dovuta
Esecuzione mobiliare sotto 2.500 €43 €dovuta
Opposizione agli atti esecutivi168 €dovuta
Ricerca telematica dei beni (art. 492-bis c.p.c.)43 €non dovuta
Cause di previdenza e assistenza43 €non dovuta

Nelle esecuzioni il contributo lo paga il creditore che procede. Il precetto non paga il contributo unificato: non è ancora un processo.

Alcune cause sono esenti: per esempio quelle sull’assegno di mantenimento dei figli (art. 10, comma 2), le modifiche di separazione e divorzio che riguardano solo i figli e l’amministrazione di sostegno (art. 46-bis delle disposizioni di attuazione del Codice civile).

Cause di lavoro e di previdenza

Nelle cause di lavoro, di pubblico impiego e di previdenza il contributo si paga solo se il reddito imponibile IRPEF della famiglia supera il triplo del limite per il gratuito patrocinio (art. 9, comma 1-bis). Dal luglio 2025 il limite è 13.659,64 €: la soglia è quindi 40.978,92 €.

La marca da 27 € non è dovuta nelle cause di lavoro e di previdenza.

L’anticipazione forfettaria da 27 €

Oltre al contributo, chi iscrive la causa paga 27 € per le notifiche fatte dalla cancelleria (art. 30). Di solito si paga con una marca da bollo da 27 €, anche se non è un’imposta di bollo. Non è dovuta:

In Cassazione si paga anche un importo pari all’imposta fissa di registro, cioè 200 € (art. 13, comma 2-bis).

L’esempio del calcolatore

I valori già inseriti nel calcolatore sono: causa civile ordinaria, primo grado, valore 10.000 €.

VoceImporto
Scaglioneda 5.200,01 a 26.000 €
Contributo unificato237,00 €
Anticipazione forfettaria27,00 €
Totale da pagare per iscrivere la causa264,00 €

Se scegli “Ricorso per decreto ingiuntivo”, il contributo scende a 118,50 € e il totale a 145,50 €. Con “Appello o reclamo” il contributo sale a 355,50 € e il totale a 382,50 €.

Le novità: senza contributo la causa non si iscrive

La legge di bilancio 2025 (legge 207/2024, art. 1, comma 812) ha aggiunto il comma 3.1 all’articolo 14. Dal 1° gennaio 2025, se non è pagato almeno il contributo minimo di 43 € (o l’importo minore previsto dalla legge), la causa non può essere iscritta a ruolo. Restano salve le esenzioni.

Con la sentenza n. 137 del 21 luglio 2026, la Corte costituzionale ha detto che questa regola è legittima. Ha però invitato il legislatore a cambiare la parte che lascia al cancelliere il potere di rifiutare l’iscrizione: secondo la Corte deve decidere il giudice.

Domande frequenti

Chi paga il contributo unificato?

Lo paga la parte che si costituisce per prima o che deposita il ricorso. Di solito è chi fa causa. Se il convenuto fa una domanda riconvenzionale che aumenta il valore, paga anche lui un contributo sul valore della sua domanda (art. 14, comma 3). Alla fine della causa il giudice di solito mette le spese, contributo compreso, a carico di chi perde.

Il contributo comprende gli interessi?

No. Il valore della causa si dichiara senza gli interessi (art. 14, comma 2).

Cosa succede se perdo l’appello?

Se l’impugnazione è respinta del tutto, o è inammissibile o improcedibile, chi l’ha proposta paga un secondo contributo, uguale a quello dell’impugnazione (art. 13, comma 1-quater). È il cosiddetto “doppio contributo”.

Il contributo aumenta se manca la PEC?

Sì. Se l’avvocato non indica la sua PEC o la parte non indica il codice fiscale nell’atto, il contributo aumenta della metà (art. 13, comma 3-bis).

Come si paga?

Si può pagare con pagoPA, anche dal Portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia, con il modello F23 oppure in tabaccheria. La ricevuta si deposita con l’atto. Chiedi alla cancelleria o al tuo avvocato il modo più comodo per il tuo ufficio giudiziario.

Il contributo vale anche per il TAR e per le cause tributarie?

Il TAR e la giustizia tributaria hanno importi diversi (art. 13, commi 6-bis e 6-quater). Il calcolatore riguarda solo le cause civili.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026