Come si calcola il compenso dell’avvocato
L’avvocato e il cliente possono decidere il compenso liberamente, di regola per iscritto (art. 13 della legge 247/2012). Se non c’è un accordo scritto, e quando il giudice liquida le spese a carico di chi perde la causa, si usano i parametri forensi del D.M. 55/2014. Le tabelle in vigore sono quelle del D.M. 147/2022, valide per le prestazioni concluse dal 23 ottobre 2022. Nel 2026 non ci sono tabelle più recenti.
Il compenso si calcola così:
- trovi la tabella del giudice o dell’atto: giudice di pace, tribunale, corte d’appello, Cassazione, decreto ingiuntivo, precetto, sfratto;
- trovi lo scaglione del valore della causa;
- sommi il valore di ogni fase svolta;
- aggiungi le spese generali, la Cassa Forense e l’IVA.
Compenso = somma delle fasi svolte
Totale = compenso + spese generali 15% + Cassa 4% + IVA 22% + spese anticipate
Le fasi del giudizio
Il compenso si liquida per fasi (art. 4, comma 5, del D.M. 55/2014):
- fase di studio: l’esame degli atti, i colloqui con il cliente, la ricerca dei documenti, il parere;
- fase introduttiva: l’atto di citazione o il ricorso, la comparsa di risposta, le notifiche, l’iscrizione a ruolo;
- fase istruttoria o di trattazione: le memorie, le richieste di prova, le udienze con i testimoni, la consulenza tecnica. Si paga solo se c’è stata davvero;
- fase decisionale: le conclusioni, le comparse conclusionali, la discussione, l’esame della sentenza.
Se la causa finisce prima, per esempio con un accordo dopo la prima udienza, si pagano solo le fasi svolte. In Cassazione non c’è la fase istruttoria. Il decreto ingiuntivo e il precetto hanno un solo importo per tutto il lavoro.
Minimi, medi e massimi
Le tabelle danno il valore medio di ogni fase. Il giudice può aumentarlo fino al 50% o diminuirlo fino al 50% (art. 4, comma 1), secondo la difficoltà, l’urgenza, il valore e il risultato della causa.
Minimo = medio × 0,5
Massimo = medio × 1,5
Prima del 2022 l’aumento poteva arrivare all'80%: il D.M. 147/2022 l’ha portato al 50%. Il calcolatore tiene i centesimi: 919 € di valore medio danno un minimo di 459,50 € e un massimo di 1.378,50 €.
Tabella del tribunale
Valori medi del D.M. 147/2022 per i giudizi di cognizione davanti al tribunale (tabella 2). Il limite di ogni scaglione è compreso.
| Valore della causa | Studio | Introduttiva | Istruttoria | Decisionale | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Fino a 1.100 € | 131 € | 131 € | 200 € | 200 € | 662 € |
| Da 1.100,01 a 5.200 € | 425 € | 425 € | 851 € | 851 € | 2.552 € |
| Da 5.200,01 a 26.000 € | 919 € | 777 € | 1.680 € | 1.701 € | 5.077 € |
| Da 26.000,01 a 52.000 € | 1.701 € | 1.204 € | 1.806 € | 2.905 € | 7.616 € |
| Da 52.000,01 a 260.000 € | 2.552 € | 1.628 € | 5.670 € | 4.253 € | 14.103 € |
| Da 260.000,01 a 520.000 € | 3.544 € | 2.338 € | 10.411 € | 6.164 € | 22.457 € |
Con tutte e quattro le fasi, il compenso di una causa da 10.000 € va da 2.538,50 € (minimi) a 7.615,50 € (massimi).
Giudice di pace, corte d’appello e Cassazione
Totale dei valori medi di tutte le fasi, per scaglione:
| Valore della causa | Giudice di pace | Corte d’appello | Cassazione |
|---|---|---|---|
| Fino a 1.100 € | 346 € | 673 € | 678 € |
| Da 1.100,01 a 5.200 € | 1.265 € | 2.915 € | 1.875 € |
| Da 5.200,01 a 26.000 € | 2.090 € | 5.809 € | 3.082 € |
| Da 26.000,01 a 52.000 € | – | 9.991 € | 5.513 € |
| Da 52.000,01 a 260.000 € | – | 14.317 € | 7.655 € |
| Da 260.000,01 a 520.000 € | – | 20.119 € | 10.773 € |
La tabella del giudice di pace (tabella 1) arriva a 26.000 €. Per la Cassazione (tabella 13) le fasi sono tre: studio, introduttiva e decisionale. Se il difensore deposita la memoria dell’art. 378 c.p.c., la fase decisionale può aumentare fino al 50% (art. 4, comma 10-quater).
Per la convalida di sfratto (tabella 5) il totale medio è 542 € fino a 1.100 €, 1.591 € fino a 5.200 € e 2.584 € fino a 26.000 €.
Le spese del decreto ingiuntivo
Per il ricorso per decreto ingiuntivo (procedimento monitorio, tabella 8) c’è un solo importo, per lo studio, il ricorso e il decreto. Il giudice lo liquida nel decreto, a carico del debitore, insieme alle spese generali, alla Cassa, all’IVA e alle spese vive.
Le spese vive sono il contributo unificato ridotto alla metà e la marca da 27 €. Puoi calcolarle anche con il calcolo del contributo unificato.
| Credito | Compenso medio | Contributo unificato | Totale con spese generali, Cassa, IVA e 27 € |
|---|---|---|---|
| Fino a 5.200 € (per esempio 3.000 €) | 473 € | 49,00 € | 766,17 € |
| Da 5.200,01 a 26.000 € (per esempio 10.000 €) | 567 € | 118,50 € | 972,82 € |
| Da 26.000,01 a 52.000 € | 1.370 € | 259,00 € | 2.284,99 € |
| Da 52.000,01 a 260.000 € | 2.242 € | 379,50 € | 3.677,84 € |
| Da 260.000,01 a 520.000 € | 4.394 € | 607,00 € | 7.045,37 € |
Esempio: decreto ingiuntivo da 10.000 €
- Compenso medio: 567,00 €
- Spese generali 15%: 85,05 €
- Cassa Forense 4% su 652,05 €: 26,08 €
- IVA 22% su 678,13 €: 149,19 €
- Contributo unificato 118,50 € e marca 27 €: 145,50 €
- Totale: 972,82 €
Se il debitore non paga e non fa opposizione, per il precetto (tabella 6) si aggiunge un compenso medio di 236 € per un credito da 5.200,01 a 26.000 € (142 € fino a 5.200 €). Con spese generali, Cassa e IVA, il precetto da 10.000 € costa 344,36 €. Il precetto non paga il contributo unificato.
Dal compenso alla fattura
La nota spese (o parcella) dell’avvocato si costruisce in questo ordine:
| Voce | Come si calcola | Norma |
|---|---|---|
| Compenso | somma delle fasi | D.M. 55/2014 |
| Spese generali | 15% del compenso | art. 2, comma 2, D.M. 55/2014 |
| Cassa Forense | 4% di compenso e spese generali | art. 11 legge 576/1980 e regolamento di Cassa Forense |
| IVA | 22% di compenso, spese generali e Cassa | D.P.R. 633/1972 |
| Spese anticipate | contributo unificato, marca da 27 €, notifiche: senza IVA | art. 15 D.P.R. 633/1972 |
| Ritenuta d’acconto | 20% di compenso e spese generali | art. 25 D.P.R. 600/1973 |
La ritenuta la trattiene il cliente che è sostituto d’imposta: un’impresa, un professionista, un condominio. Un cliente privato paga il totale. Un avvocato in regime forfettario non applica né IVA né ritenuta, ma applica la Cassa 4%.
Esempio con un compenso di 1.000 €: spese generali 150 €, Cassa 46 €, IVA 263,12 €, totale 1.459,12 €. Con la ritenuta (230 €) il cliente paga 1.229,12 €. Per altri casi di fattura vedi il calcolo della ritenuta d’acconto e il calcolo della fattura inversa.
L’esempio del calcolatore
I valori già inseriti nel calcolatore sono: causa davanti al tribunale, valore 10.000 €, tutte e quattro le fasi, valori medi, IVA e ritenuta, con il contributo unificato e la marca da 27 €.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Fase di studio | 919,00 € |
| Fase introduttiva | 777,00 € |
| Fase istruttoria o di trattazione | 1.680,00 € |
| Fase decisionale | 1.701,00 € |
| Compenso | 5.077,00 € |
| Spese generali 15% | 761,55 € |
| Cassa Forense 4% su 5.838,55 € | 233,54 € |
| IVA 22% su 6.072,09 € | 1.335,86 € |
| Contributo unificato 237 € e marca 27 € | 264,00 € |
| Totale della nota spese | 7.671,95 € |
| Ritenuta d’acconto 20% su 5.838,55 € | − 1.167,71 € |
| Netto a pagare | 6.504,24 € |
Con i valori minimi il compenso scende a 2.538,50 €, con i massimi sale a 7.615,50 €. Senza la fase istruttoria, per esempio se la causa si chiude subito dopo la prima udienza, il compenso medio è 3.397,00 €.
Valore indeterminabile e cause oltre 520.000 €
Una causa di valore indeterminabile (per esempio una causa che non chiede una somma di denaro) vale, per i parametri, tra 26.000 e 260.000 €, secondo l’oggetto e la complessità (art. 5, comma 6). Se la causa è di particolare importanza, il valore arriva allo scaglione fino a 520.000 €. Nel calcolatore scegli la complessità:
- bassa: scaglione da 26.000,01 a 52.000 € (tribunale, totale medio 7.616 €);
- media: scaglione da 52.000,01 a 260.000 € (14.103 €);
- particolare importanza: scaglione da 260.000,01 a 520.000 € (22.457 €).
Per le cause oltre 520.000 € il giudice può aumentare i parametri dello scaglione più alto fino al 30%, e di nuovo fino al 30% per ogni raddoppio del valore (art. 6). Il calcolatore usa l’ultimo scaglione della tabella e lo segnala.
Altri aumenti e riduzioni
- Più clienti con la stessa posizione: +30% per ogni cliente oltre il primo, fino a dieci, poi +10% fino a trenta (art. 4, comma 2).
- Separazione consensuale o divorzio congiunto con un solo avvocato per entrambi i coniugi: +20% (art. 4, comma 3).
- Atti telematici con indice e collegamenti ipertestuali ai documenti: fino al +30% (art. 4, comma 1-bis).
- Lite temeraria (art. 96 c.p.c.): il compenso dell’avvocato di chi perde è ridotto del 75% (art. 4, comma 9).
Domande frequenti
I parametri forensi sono obbligatori?
Non per il cliente che firma un accordo scritto: il compenso è libero. I parametri valgono quando manca l’accordo e quando il giudice liquida le spese a carico di chi perde. Per i clienti “forti” (imprese grandi, banche, assicurazioni, pubblica amministrazione) la legge sull’equo compenso (legge 49/2023) vieta compensi più bassi dei parametri.
Chi paga l’avvocato se vinco la causa?
Di regola il giudice condanna chi perde a rimborsare le spese, compenso dell’avvocato compreso (art. 91 c.p.c.). Il giudice può anche compensare le spese, cioè lasciare a ogni parte le sue. Il tuo avvocato resta comunque creditore verso di te per quanto avete concordato.
Chi perde paga anche l’IVA?
Sì, se chi vince non può detrarre l’IVA. Se chi vince è un’impresa o un professionista che detrae l’IVA, chi perde rimborsa le spese senza l’IVA.
Le spese generali del 15% vanno sempre aggiunte?
Sì. Sono un rimborso forfettario delle spese di studio e sono dovute in ogni caso, anche con un compenso concordato (art. 2, comma 2, del D.M. 55/2014).
Il contributo unificato è nel compenso?
No. È una spesa che l’avvocato anticipa per il cliente. In fattura va tra le spese esenti dall’IVA (art. 15 del D.P.R. 633/1972) e non entra nella base della ritenuta.
Il calcolo vale per le cause penali e per il TAR?
No. Il D.M. 55/2014 ha tabelle diverse per il penale, il TAR, le procedure esecutive e le attività stragiudiziali. Il calcolatore riguarda le cause civili delle tabelle elencate sopra. Per i termini della causa vedi anche il calcolo dei termini processuali.
Fonti
- Parametri e regole generali: D.M. 10 marzo 2014, n. 55, testo vigente su Normattiva (articoli 2, 4, 5 e 6).
- Tabelle in vigore: D.M. 13 agosto 2022, n. 147, Gazzetta Ufficiale n. 236 dell'8 ottobre 2022.
- Minimi e massimi (±50%) delle tabelle: Avvocato Andreani, tribunale e procedimenti monitori.
- Esempio di fattura con spese generali, Cassa, IVA e ritenuta: Fiscozen, calcolo della parcella dell’avvocato.
- Compenso libero e parametri: legge 247/2012, art. 13.
- Contributo integrativo 4% (Cassa Forense): legge 576/1980, art. 11 e Cassa Forense.
- Ritenuta d’acconto: art. 25 del D.P.R. 600/1973.
Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026