L’assegno di inclusione (ADI) è il sostegno dell’INPS per le famiglie in difficoltà economica. Ha preso il posto del reddito di cittadinanza dal 1° gennaio 2024. Lo regola il decreto-legge 48/2023 (il “decreto Lavoro”), con le modifiche della legge di bilancio 2025 (legge 207/2024) e della legge di bilancio 2026 (legge 199/2025).
L’ADI non spetta a tutte le famiglie povere: nel nucleo deve esserci almeno una persona “fragile”. Il calcolatore ti dice se hai i requisiti economici e stima l’importo. La decisione finale è dell’INPS, che controlla la domanda e l’ISEE.
Chi ha diritto
Nel nucleo familiare deve esserci almeno una di queste persone:
- un minorenne;
- una persona con 60 anni o più;
- una persona con disabilità (media, grave o non autosufficienza, come nell’ISEE);
- una persona in condizione di svantaggio inserita in un programma di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari, con un certificato della pubblica amministrazione (per esempio persone con disturbi mentali o dipendenze in cura, persone senza dimora, vittime di violenza o di tratta, ex detenuti nel primo anno dopo la pena).
Una coppia di 40 anni senza figli e senza disabilità non ha diritto all’ADI, anche con reddito zero. Per chi ha tra 18 e 59 anni e può lavorare c’è un’altra misura, il supporto per la formazione e il lavoro (SFL).
Chi fa la domanda deve essere cittadino italiano o UE, oppure avere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o la protezione internazionale. Deve essere residente in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 di fila.
I requisiti economici
Il nucleo deve avere tutti questi requisiti, al momento della domanda e per tutto il periodo:
| Requisito | Limite |
|---|---|
| ISEE | fino a 10.140 € |
| Reddito familiare | sotto 6.500 € × scala di equivalenza (8.190 € × scala se tutti hanno almeno 67 anni) |
| Reddito familiare, se vivete in affitto | sotto 10.140 € × scala di equivalenza |
| Patrimonio immobiliare | fino a 30.000 €, senza contare la casa dove vivete fino a 150.000 € di valore IMU |
| Patrimonio mobiliare (conti, libretti, titoli) | fino a 6.000 € per una persona, 8.000 € per due, 10.000 € per tre o più |
| Auto e moto | nessuna auto sopra 1.600 cc o moto sopra 250 cc immatricolata negli ultimi 3 anni; niente barche o aerei |
Il limite del patrimonio mobiliare sale di 1.000 € per ogni minorenne dopo il secondo, di 5.000 € per ogni persona con disabilità e di 7.500 € per ogni persona con disabilità grave o non autosufficienza.
Dal 2026 l’ADI usa il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, lo stesso dell’assegno unico: conta meno la casa di proprietà e conta di più la presenza dei figli. L’INPS lo calcola da solo dalla DSU. Se non conosci il tuo ISEE, puoi stimarlo con la simulazione ISEE.
Il reddito familiare
Non è l’ISEE: è la somma dei redditi delle persone del nucleo, come risultano nella DSU. Poi:
- si tolgono i trattamenti assistenziali già nell’ISEE e si aggiungono quelli che il nucleo riceve adesso;
- non contano l’assegno unico per i figli, l’ADI stesso, il vecchio reddito di cittadinanza, gli arretrati e le prestazioni che non dipendono dal reddito, come l’indennità di accompagnamento;
- contano le pensioni iniziate dopo l’anno dei redditi dell’ISEE.
La scala di equivalenza dell’ADI
La scala dell’ADI è diversa da quella dell’ISEE. Parte da 1 per il primo componente e aumenta per le persone fragili del nucleo:
| Persona del nucleo | Aumento |
|---|---|
| Ogni altra persona con disabilità o non autosufficienza, anche minorenne | + 0,50 |
| Ogni altra persona con 60 anni o più | + 0,40 |
| Un adulto con carichi di cura | + 0,40 (una volta sola) |
| Ogni altro adulto in condizione di svantaggio, in un programma di cura | + 0,30 |
| Ogni minorenne, fino al secondo | + 0,15 |
| Ogni minorenne dopo il secondo | + 0,10 |
La scala arriva al massimo a 2,2, oppure a 2,3 se nel nucleo c’è una persona con disabilità grave o non autosufficienza.
Ci sono carichi di cura quando nel nucleo c’è un bambino sotto i 3 anni, ci sono tre o più figli minorenni oppure c’è una persona con disabilità. Dal 2025 l’INPS dà l’aumento di 0,40 d’ufficio, anche se nella domanda non è indicato (messaggio n. 592 del 17 febbraio 2025).
Gli adulti senza nessuna di queste condizioni non aumentano la scala. Il calcolatore conta come primo componente l’adulto con l’aumento più basso: di solito è chi fa la domanda.
Alcuni esempi della circolare INPS n. 105/2023:
| Nucleo | Scala |
|---|---|
| Una persona con disabilità che vive sola | 1 |
| Due adulti e due figli sopra i 3 anni | 1 + 0,15 + 0,15 = 1,30 |
| Due adulti e due figli, uno sotto i 3 anni | 1 + 0,40 + 0,15 + 0,15 = 1,70 |
| Due adulti e tre figli minorenni | 1 + 0,40 + 0,15 + 0,15 + 0,10 = 1,80 |
| Due adulti e un figlio minorenne con disabilità | 1 + 0,50 + 0,40 = 1,90 |
Come si calcola l’importo
L’ADI ha due parti, calcolate su un anno:
Quota A = 6.500 € × scala di equivalenza − reddito familiare
Quota B = affitto annuo, fino a 3.640 €
ADI al mese = (quota A + quota B) ÷ 12
- La quota A integra il reddito fino alla soglia. Se il reddito supera la soglia, la quota A è zero. Per i nuclei di persone tutte con almeno 67 anni (o con almeno 67 anni e altri familiari con disabilità grave o non autosufficienza) la soglia è 8.190 € per la scala.
- La quota B spetta solo con un contratto di affitto registrato, ed è uguale al canone annuo dichiarato nella DSU, fino a 3.640 € l’anno (303,33 € al mese). Per i nuclei di persone con almeno 67 anni il massimo è 1.950 €.
- L’ADI non può essere meno di 480 € l’anno, cioè 40 € al mese.
Chi vive in affitto ha una soglia di accesso più alta: il reddito familiare deve stare sotto 10.140 € per la scala. Ma la quota A si calcola sempre con 6.500 €. Così una persona sola con 6.500 € di reddito e 3.000 € di affitto riceve solo la quota B: 3.000 € l’anno, cioè 250 € al mese (è un esempio dell’INPS, messaggio n. 595 del 17 febbraio 2025).
L’ADI è esente dall’IRPEF e non conta nel reddito per le tasse.
L’esempio del calcolatore
I valori già inseriti nel calcolatore sono: due genitori di 38 e 35 anni, due figli di 6 e 2 anni, ISEE 6.000 €, reddito familiare 4.000 €, casa in affitto con un canone di 4.800 € l’anno, risparmi per 2.000 €.
- Scala: 1 + 0,40 (carichi di cura, perché c’è un figlio sotto i 3 anni) + 0,15 + 0,15 = 1,70.
- Soglia per l’integrazione: 6.500 × 1,70 = 11.050 €. Soglia per l’accesso, in affitto: 10.140 × 1,70 = 17.238 €. Il reddito di 4.000 € è sotto.
- Risparmi: il limite per quattro persone è 10.000 €. Con 2.000 € il requisito c’è.
| Voce | All’anno | Al mese |
|---|---|---|
| Quota A: 11.050 − 4.000 | 7.050,00 € | 587,50 € |
| Quota B: affitto di 4.800 €, fino a 3.640 € | 3.640,00 € | 303,33 € |
| Assegno di inclusione | 10.690,00 € | 890,83 € |
La prima mensilità dopo il rinnovo, a metà, è di 445,42 €.
Altri esempi
| Nucleo | Scala | Calcolo all’anno | Al mese |
|---|---|---|---|
| Persona sola di 62 anni, casa di proprietà, nessun reddito | 1 | 6.500 € | 541,67 € |
| Persona sola di 62 anni, affitto di 4.500 €, nessun reddito | 1 | 6.500 + 3.640 = 10.140 € | 845,00 € |
| Genitore solo con un figlio di 1 anno, affitto di 6.000 €, nessun reddito | 1,55 | 10.075 + 3.640 = 13.715 € | 1.142,92 € |
| Due genitori e tre figli di 12, 9 e 5 anni, casa di proprietà, reddito di 6.000 € | 1,80 | 11.700 − 6.000 = 5.700 € | 475,00 € |
| Genitore di 55 anni e figlio di 25 con disabilità grave, reddito di 7.000 € | 1,90 | 12.350 − 7.000 = 5.350 € | 445,83 € |
| Coppia di 70 e 68 anni, affitto di 4.800 €, pensioni per 9.000 € | 1,40 | 8.190 × 1,40 − 9.000 = 2.466 €, più 1.950 € di affitto | 368,00 € |
Quanto dura e il rinnovo dal 2026
L’ADI si paga ogni mese per 18 mesi. Poi si può rinnovare per 12 mesi alla volta, sempre con una nuova domanda e se ci sono ancora i requisiti.
Fino al 2025, dopo i 18 mesi e dopo ogni rinnovo c’era un mese di stop senza pagamento. La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1, comma 158) ha tolto il mese di stop dal 1° gennaio 2026, ma ha dimezzato la prima mensilità del rinnovo:
- la domanda di rinnovo si presenta dal mese dopo l’ultimo pagamento (la 18ª mensilità, o la 12ª del rinnovo). Una domanda presentata nell’ultimo mese di pagamento non può essere accolta;
- la prima mensilità del rinnovo è il 50% dell’importo mensile. Dalla seconda il pagamento torna pieno;
- se il nucleo è lo stesso (salvo nascite e morti), non serve un nuovo patto di attivazione digitale: l’ADI riparte dal mese della domanda. Se il nucleo è cambiato, riparte dal mese in cui firmi il nuovo patto.
Per chi ha avuto la 18ª mensilità nel 2025 c’era un contributo straordinario fino a 500 € insieme alla prima rata del rinnovo (D.L. 92/2025, art. 10-ter). Dal 2026, con la fine del mese di stop, non c’è più.
Il primo pagamento arriva di solito intorno al 15 del mese, i successivi intorno al 27, sulla Carta di inclusione (Carta ADI), una carta di pagamento elettronica ricaricabile.
Se trovi lavoro
Se una persona del nucleo trova un lavoro dipendente mentre riceve l’ADI, il nuovo reddito fino a 3.000 € lordi l’anno non riduce l’assegno. Va comunque comunicato all’INPS entro 30 giorni dall’inizio del lavoro. La parte sopra i 3.000 € riduce l’assegno dal mese dopo.
Chi apre un’attività autonoma o d’impresa deve comunicarlo all’INPS entro il giorno prima di iniziare. Per due mesi l’ADI resta uguale, poi si aggiorna ogni trimestre.
Come fare domanda
La domanda si presenta:
- sul sito dell’INPS, con SPID, CIE o CNS;
- tramite un patronato o un CAF.
Serve una DSU valida, cioè un ISEE in corso di validità. Dopo la domanda, chi la presenta si iscrive al SIISL (la piattaforma del Ministero del lavoro) e firma il patto di attivazione digitale. Entro 120 giorni il nucleo va ai servizi sociali del comune, che preparano un percorso di inclusione. Gli adulti tenuti agli obblighi devono partecipare alle attività di formazione e di lavoro previste.
Domande frequenti
L’assegno di inclusione si somma all’assegno unico?
Sì. L’assegno unico per i figli non conta nel reddito familiare dell’ADI, quindi non lo riduce. Puoi stimare l’assegno unico con il calcolo dell’assegno unico.
Con l’ISEE sotto 10.140 € l’ADI spetta sempre?
No. Servono anche il reddito familiare sotto la soglia, il patrimonio entro i limiti e almeno una persona minorenne, con 60 anni o più, con disabilità o in un programma di cura. Senza una di queste persone l’ADI non spetta.
Perché il mio importo è diverso da quello del calcolatore?
L’INPS usa i dati della DSU e dei suoi archivi: i trattamenti assistenziali, le pensioni nuove, le persone che non contano nella scala (per esempio chi vive in una struttura a carico pubblico) e le persone con obblighi non rispettati. Il calcolatore usa i dati che inserisci tu.
Cosa succede se cambia la famiglia?
Se nasce un figlio o una persona lascia il nucleo, devi presentare una nuova DSU entro un mese. L’INPS ricalcola la scala e l’importo.
L’età di 67 anni cambierà?
Sì, il requisito dei 67 anni segue la speranza di vita, come l’età della pensione di vecchiaia. Nel 2026 è 67 anni. Puoi vedere i requisiti di pensione dei prossimi anni nel calcolo di quando vai in pensione.
Fonti
- Regole dell’ADI, testo in vigore: decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, articoli 1–3 e 6 (art. 2, requisiti e scala; art. 3, beneficio economico).
- Istruzioni ed esempi di calcolo: INPS, circolare n. 105 del 16 dicembre 2023.
- Nuove soglie dal 2025 ed esempi con l’affitto: INPS, messaggio n. 148 del 15 gennaio 2025 e messaggio n. 595 del 17 febbraio 2025.
- Carichi di cura d’ufficio: INPS, messaggio n. 592 del 17 febbraio 2025.
- Rinnovo senza mese di stop e prima mensilità al 50%: INPS, messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026 e messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026.
Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026